LE
ORIGINI E
LA STORIOGRAFIA
DEL
CASTELLO DI ROCCASCALEGNA
Roccascalegna
è un piccolo centro di 1400 abitanti, situato sulle colline che
circondano il fiume Sangro. Con tutta probabilità, i
fondatori di Roccascalegna furono i Longobardi che, a partire
dal 600 d.C., occuparono stabilmente l’attuale Molise e
l’Abruzzo meridionale, dopo essere discesi dall’Italia
settentrionale. Conseguenza di ciò fu l’allineamento delle
guarnigioni Bizantine ..... VEDI NOTIZIA
ETIMOLOGIA
Il termine Roccascalegna
può avere una duplice etimologia. La prima ipotesi, risalente
al termine “Rocca-scarengia”,è documentata nel Catalogus
Baronum nel 1379 come possesso del Conte di Manoppello.
Secondo uno studio francese “scarengia”, derivante da “scarenna”,
sta ad indicare il fianco scosceso di una montagna. La
dissimulazione successiva di r-r in r-l ha dato luogo in tempi
recenti alla trasformazione ... VEDI NOTIZIA
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“Il
Lanciafiamme Bizantino”
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La
mostra esporrà anche un pezzo unico, mai realizzato prima in
Europa e quindi di straordinario interesse per gli
appassionati di storia medievale e di armamenti. Si tratta del
lanciafiamme bizantino, una macchina in grado di lanciare a
distanza il famoso “fuoco greco”, una miscela altamente
infiammabile che fu per secoli l’arma segreta dei bizantini,
la cui formula ancora oggi non è conosciuta anche se è
intuita. La macchina, realizzata grazie al contributo
dell’amministrazione comunale di Roccascalegna, sarà in
legno, bronzo e cuoio e si presenta come un “pezzo” avente
la forma di un carro munito di serbatoio, pompa a mano,
condotti e parti notevolmente complesse, e una “bocca da
fuoco” brandeggiabile terminante con una lunga canna
metallica e un puntale, con relativo meccanismo di accensione
con fiamma pilota. Il fuoco greco era di diversi tipi,
lanciabile anche con catapulte e in bombe a mano, e una varietà
si incendiava persino al solo contatto con l’acqua, e le
fiamme non potevano essere spente con questa. Addirittura se
si tentava di spegnerle con l’acqua le fiamme divenivano
ancora più veementi (erano invece efficaci l’aceto o
l’orina, ma anche questo era un segreto). La realizzazione
della macchina, di notevole complessità viste le quasi
inesistenti descrizioni tecniche, per l’appunto coperte
all’epoca da segreto militare, ha avuto la consulenza di due
esperti italiani e cioè Flavio Russo e Giovanni Todaro,
entrambi autori di testi e studi sulle macchine da guerra
romane e medievali. A prescindere dalla mostra, il
lanciafiamme bizantino rimarrà permanentemente esposto al
castello di Roccascalegna, tranne nei periodi in cui potrà
essere esposto su richiesta nell’ambito di musei ed eventi
di rievocazione storica.
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INFO
& CONTATTI
Sede:
0872 987505 Tel e Fax
Indirizzo:
Via Roma, n1 Vico II - 66040 Roccascalegna (Ch)
Indirizzo
mail: prolocoroccascalegna@libero.it
Cell.
sede: 3358767589 |
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LEGGENDE
POPOLARI
Jus
primae noctis
La
leggenda più famosa inerente il Castello di Roccascalegna ha
per protagonisti Corvo de Corvis e l’editto dello“Jus
Primae Noctis”. Pare che nel 1646 il fantomatico Barone
abbia reintrodotto questa prassi medievale, in forza della
quale ogni novella sposa del Feudo di Roccascalegna dovesse
passare la prima notte di nozze con lui invece che con il
marito. Non si sa bene se una sposa novella, ... VEDI
NOTIZIA
IN
MOSTRA
All'interno
del Castello in questi giorni !!! VEDI
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riproduzione
del Lanciafiamme Bizantino
SPAZIO
ALLA CONOSCENZA
2007
Programmazione
eventi per tutto il 2007... VEDI NOTIZIA
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