CASTELLO DI ROCCASCALEGNA

Associazione Pro Loco

ROCCASCALEGNA

 


 

LE ORIGINI E LA  STORIOGRAFIA DEL CASTELLO DI ROCCASCALEGNA

 

Roccascalegna è un piccolo centro di 1400 abitanti, situato sulle colline che circondano il fiume Sangro. Con tutta probabilità, i fondatori di Roccascalegna furono i Longobardi che, a partire dal 600 d.C., occuparono stabilmente l’attuale Molise e l’Abruzzo meridionale, dopo essere discesi dall’Italia settentrionale. Conseguenza di ciò fu l’allineamento delle guarnigioni Bizantine .....  VEDI NOTIZIA


 

 ETIMOLOGIA

  

Il termine Roccascalegna può avere una duplice etimologia. La prima ipotesi, risalente al termine “Rocca-scarengia”,è documentata nel Catalogus Baronum nel 1379 come possesso del Conte di Manoppello. Secondo uno studio francese “scarengia”, derivante da “scarenna”, sta ad indicare il fianco scosceso di una montagna. La dissimulazione successiva di r-r in r-l ha dato luogo in tempi recenti alla trasformazione ... VEDI NOTIZIA


...dal 6 Aprile al 31 Agosto 2008 in mostra sul Castello

       

Il Castello di Roccascalegna ospiterà una mostra sui Bizantini e sulle guerre bizantino-normanno-longobarde in Italia. Per la prima volta in Europa, ricostruita appositamente  ed esposta la macchina da guerra per il lancio del terribile “fuoco greco”

   La mostra sarà aperta al pubblico dall’1 aprile al 2 settembre 2007. Il castello, posto su un vertiginoso strapiombo, venne edificato nell’XI secolo sui resti di una fortificazione risalente alla lunga guerra fra Longobardi e Bizantini. Dopo un sapiente restauro questo avamposto militare ai piedi della Maiella è oggi completamente visitabile.

 Chieti, dopo la fine dell'impero romano conobbe un periodo di decadimento, fu quasi distrutta dai Goti,  dominata dai Bizantini e infine inclusa dai Longobardi prima nel ducato di Spoleto e poi in quello di Benevento, finché divenne contea sotto i Normanni con giurisdizione su un vastissimo territorio della regione. Partendo da questi avvenimenti svoltisi in Italia, la mostra spazia analizzando gli eventi bellici e in particolare l’armamento delle fazioni in campo, con maggiore attenzione verso quello bizantino. La mostra si avvale di esaurienti pannelli, scritti in modo approfondito ma adatto a tutti, e di riproduzioni di armi, ricostruite in modo scientifico con gli stessi materiali dell’epoca e perfettamente funzionanti, così come dettato dall’archeologia sperimentale. Le armi e i manufatti sono stati realizzati appositamente dalla ditta Istorica di Bari, famosa a livello europeo per quanto riguarda la consulenza storica oplologica  e l’archeologia sperimentale medievale, e riguardano il periodo 1040 - 1100. Svariate le fonti storiche e iconografiche studiate per la mostra, primo dei quali il famoso Arazzo di Bayeux.

Fra gli altri, la mostra esporrà il manichino di un cavaliere normanno munito di elmo conico con nasale, camaglio, usbergo a mezza manica lungo, farsetto imbottito, spada con pomo a mandorla, il pugnale detto “sax”, scudo ad aquilone, lancia con punta fortemente cuspidata, pantaloni, fasce per gambe e mani, scarpe in cuoio e speroni. Sempre per quanto riguarda i Normanni ci sarà anche un manichino raffigurante un “balistarius” e cioè un balestriere, con elmo, farsetto, balestra, ascia da fianco, faretra porta quadrelli, ossia frecce, pantaloni, cinta, scarpe e fasce. A parte, non asservite a manichini, saranno esposte altre armi da difesa e offesa normanne come elmi di varie fogge, arco corto, faretre e frecce, lance, scudi, vari tipi di spade e asce da combattimento.

Per quanto riguarda i Bizantini sarà esposto un manichino raffigurante un soldato catafratto, ossia pesantemente protetto ed armato, con elmo, cotta di maglia corta, armatura in cuoio lamellare, spada con fodero e cinta, lancia, scudo, pantaloni, scarpe e speroni. Un altro manichino riguarderà un classico fante bizantino, con elmo, armatura in cuoio, camicia di lino, spada corta, lancia manesca e quindi corta, scudo, pantaloni e scarpe. A parte saranno esposte altre armi bizantine come l’arco ricurvo, faretra con frecce, pugnale, borraccia e fiaschetta per l’aceto, che serviva a depurare e dare sapore all’acqua da bere.

La mostra esporrà anche un pezzo unico, mai realizzato prima in Europa e quindi di straordinario interesse per gli appassionati di storia medievale e di armamenti. Si tratta del lanciafiamme bizantino, una macchina in grado di lanciare a distanza il famoso “fuoco greco”, una miscela altamente infiammabile che fu per secoli l’arma segreta dei bizantini, la cui formula ancora oggi non è conosciuta anche se è intuita. La macchina, realizzata grazie al contributo dell’amministrazione comunale di Roccascalegna, sarà in legno, bronzo e cuoio e si presenta come un “pezzo” avente la forma di un carro munito di serbatoio, pompa a mano, condotti e parti notevolmente complesse, e una “bocca da fuoco” brandeggiabile terminante con una lunga canna metallica e un puntale, con relativo meccanismo di accensione con fiamma pilota. Il fuoco greco era di diversi tipi, lanciabile anche con catapulte e in bombe a mano, e una varietà si incendiava persino al solo contatto con l’acqua, e le fiamme non potevano essere spente con questa. Addirittura se si tentava di spegnerle con l’acqua le fiamme divenivano ancora più veementi (erano invece efficaci l’aceto o l’orina, ma anche questo era un segreto). La realizzazione della macchina, di notevole complessità viste le quasi inesistenti descrizioni tecniche, per l’appunto coperte all’epoca da segreto militare, ha avuto la consulenza di due esperti italiani e cioè Flavio Russo e Giovanni Todaro, entrambi autori di testi e studi sulle macchine da guerra romane e medievali. A prescindere dalla mostra, il lanciafiamme bizantino rimarrà permanentemente esposto al castello di Roccascalegna, tranne nei periodi in cui potrà essere esposto su richiesta nell’ambito di musei ed eventi di rievocazione storica.

 

Eventi Calendario e Orari Come raggiungerci

Altro da vedere

 

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ORARIO APERTURA DEL CASTELLO !!!  Giugno 2007  Aperto Sabato e Domenica dalle ore 10,00 alle 13,00 // dalle ore 15,00 alle 18,00

INFO & CONTATTI

Sede: 0872 987505 Tel e Fax

Indirizzo: Via Roma, n1 Vico II - 66040 Roccascalegna (Ch)

Indirizzo mail: prolocoroccascalegna@libero.it

Cell. sede: 3358767589


LEGGENDE POPOLARI  

Jus primae noctis

 

 La leggenda più famosa inerente il Castello di Roccascalegna ha per protagonisti Corvo de Corvis e l’editto dello“Jus Primae Noctis”. Pare che nel 1646 il fantomatico Barone abbia reintrodotto questa prassi medievale, in forza della quale ogni novella sposa del Feudo di Roccascalegna dovesse passare la prima notte di nozze con lui invece che con il marito. Non si sa bene se una sposa novella, ...  VEDI NOTIZIA


IN MOSTRA

All'interno del Castello in questi giorni !!!  VEDI NOTIZIA

  riproduzione del Lanciafiamme Bizantino


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